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Opportunità per la riduzione degli sprechi nella PA mercoledì 10 settembre 2008

Posted by andy in Miglioramento.
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Occupandomi di Qualità ed ottimizzazione di processo per un’azienda che opera come fornitrice di servizi ICT per la Pubblica Amministrazione, mi sono messo per curiosità a fare quattro conti sui risparmi che si potrebbero ottenere adottando delle semplici politiche di risparmio energetico presso un edificio della PA di Milano, con alcune migliaia di PC.

Utilizzando parametri pessimistici, è emerso un possibile risparmio per il solo utilizzo di PC che varia dai 500.000 ai 2.500.000 Euro all’anno.

Il valore dei 500.000 Euro corrisponde al caso migliore (quello in cui gli utenti già stanno molto attenti al risparmio energetico), mentre quello dei 2.500.000 corrisponde al caso in cui nessun utente presti attenzione ai propri consumi.

Ritengo più che probabile che sia più che realistico un possibile risparmio di 1.000.000 Euro / anno.

Ora, con tutti questi soldi si potrebbe aggiornare il parco macchine più obsoleto, conseguendo un ulteriore risparmio energetico dovuto all’hardware di nuova generazione.

E fin qui tutto bene.

Ho quindi sottoposto la questione al referente per l’Informatica per tali uffici, che ha apprezzato l’idea, ma che mi ha spiegato perché è sostanzialmente irrealizzabile.

La situazione è infatti la seguente: la bolletta della corrente viene pagata non dall’ente ospitato nel palazzo, ma dal Comune di Milano, che a sua volta gira i costi al Ministero, dal quale viene riconosciuto un rimborso dell’80%.

In pratica, qualunque soluzione venisse adottata per ridurre, anche drasticamente, i costi, non darebbe margini di manovra all’ente ospitato, in quanto l’energia non è una voce del proprio budget.
Qualsiasi proposta al Comune non solleverebbe particolare interesse, in quanto il delta di interesse sarebbe soltanto il 20% sull’effettivo risparmio, ed il Ministero che sostiene i costi non prevede incentivi al risparmio.

In pratica nessuno ha un concreto interesse a diminuire tali costi.

Purtroppo la bolletta della corrente consumata da questo palazzo fa il giro d’Italia, passando di ufficio in ufficio, senza che qualcuno possa trarre qualche beneficio da un eventuale risparmio (cosa che motiverebbe ad intervenire in qualche modo).

E da quanto sopra, alcune idee per incentivare il risparmio:
la PA potrebbe offrire come extra budget ad ogni ente il 50% del risparmio conseguito su ogni voce.
Tale budget potrebbe essere utilizzato in parte (il 5%?) come bonus per i promotori delle soluzioni di risparmio, ed il resto per ulteriori interventi orientati al risparmio energetico, alla sicurezza degli ambienti ed al miglioramento del servizio e delle infrastrutture in generale.

Si pone ovviamente una condizione di responsabilità: i bonus accordati devono essere corrisposti a distanza di qualche anno dal conseguimento del risparmio, in modo che possano essere revocati nel caso in cui le scelte effettuate non siano valide (o addirittura penalizzanti) a breve o lungo termine (è troppo facile tagliare selvaggiamente per incassare gli incentivi, per poi creare situazioni di peggior disservizio).

Tenendo conto della quantità di uffici presenti in Italia, ed estendendo l’approccio ad altri capitoli di spesa, ritengo che i numeri possano diventare molto interessanti.

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Prese di corrente, alimentatori e sprechi mercoledì 9 luglio 2008

Posted by andy in Miglioramento.
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1 comment so far

Per lavoro ho girato mezzo mondo, e … paese che vai, prese che trovi!

Ebbene si, non vi sono (quasi) due paesi che utilizzino lo stesso tipo di presa elettrica.

Il motivo penso che sia più che altro protezionistico del mercato interno, ma ormai la globalizzazione fa vendere ovunque merce prodotta in altri paesi, a condizioni più vantaggiose per il cliente, così e resta a lui il problema della presa.

Se taglio il filo e cambio la presa, perdo la garanzia sul prodotto; mi restano due alternative: buttare il cavo e comperarne uno adatto, oppure un adattatore per la presa.

In ogni caso si tratta di comperare qualcosa di tecnicamente inutile, e quindi sprecare soldi e materiali.

Altrettanto vale per gli alimentatori, per le macchine fotografiche, per i computer portatili, per i telefoni, ed ogni sorta di apparecchietto elettronico.

Non vi sono due che produttori che utilizzino il medesimo connettore.

Eppure le tensioni sono sempre quelle.