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Ambient awarness ed il successo di Twitter e Facebook venerdì 26 settembre 2008

Posted by andy in Internet e società, pensieri.
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Checché si dica che viviamo nell’era dell’informazione, in realtà a parer mio stiamo andando verso l’era della disinformazione (ovviamente sto esagerando un po’, ma ora chiarisco il concetto).

Premetto che sono affascinato dalla tecnologia, in ogni sua concretizzazione, in modo che non sono uno <i>contro</i>, bensì uno <i>a favore</i>.

È un dato di fatto che in mezzo a troppi dati diviene difficile capire quali siano quelli interessanti, e la Statistica esiste proprio per la necessità di evincere informazione da un mare di dati singolarmente insignificanti.

Viviamo in un tempo in cui tutti passano molto tempo a raccontare e a pubblicare in Rete di tutto, in tempo reale, senza fare prima una sintesi.
Ormai si <i>chatta</i> selvaggiamente, riempiendo il tempo di parole, ma poco di contenuti.

Manca il momento della sintesi personale, quello che un tempo esisteva mentre si scriveva una lettera, che per forza di cose ti limitava nel tempo e nello spazio a disposizione, ed in qualche modo costringeva il destinatario a prendersi del tempo e a dedicare attenzione alla lettura.

Ormai l’obiettivo sembra essere diventato quello di raccontare tutto ciò che passa per la mente, senza preoccuparsi di chi lo leggerà e di come lo interpreterà, togliendo quindi a ciò che pubblichiamo lo status di pensiero, e lasciandogli solo quello della sensazione ed emozione (non che questo sia sbagliato in sé, intendiamoci).

Resta solo da capire perché pubblichiamo tutto, ma proprio tutto, ciò che ci passa per la mente.

Qual’è per ciascuno di noi il motivo per cui pubblichiamo dei contenuti?
– Migliorare il mondo?
– Lasciare una traccia del nostro pensiero?
– Lasciare una traccia del nostro evolvere emotivo?

In pratica forse varrebbe la pena di chiedersi cosa se ne farà Internet (intesa come Rete in sé, ma anche come pubblico di lettori) dei nostri post tra uno, dieci, cento, mille anni anni, perché ormai l’informazione è per sempre (Echelon e le varie telco insegnano …)

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Una nuova primavera per l’Italia martedì 19 agosto 2008

Posted by andy in Miglioramento.
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Sento un’aria di primavera …

… è ancora presto …

sono solo le prime avvisaglie, piccoli segni …

eppure le cose stanno cambiando.

Mai come ora ho percepito segni di sintesi tra destra e sinistra, una voglia di unire i propri modi di vedere il mondo così che il risultato sia migliore del valore e degli ideali delle parti.

L’immobilismo a cui ci siamo rassegnati, dietro a cui ci siamo forse nascosti, sta per cedere il passo ad una rivoluzione, anzi ad una evoluzione, per noi epocale.

Si parla finalmente di parità di opportunità e di meritocrazia, invece che di cliientelismo e di appiattimento degli obiettivi.

Invece che dover i migliori rassegnarsi al minimo impegno, per non pestare i piedi ai vicini e per non veder riconosciuti i propri sforzi ed i propri meriti, sentiamo finalmente parlare di elevare tutta la scuola ai livelli delle migliori, per dare a tutti il miglior punto d’appoggio per dare il proprio contributo a creare la leva che solleverà il mondo.

Chi ci ha governati fino ad ora, e che forse crede ancora di farlo, è ormai tagliato fuori dall’evoluzione.

Sono le ultime cartucce, quelle che stanno sparando: se non si rassegneranno loro al cambiamento dei tempi, lo farà mamma natura, che a tutti concede poco tempo, ed il tempo della nostra gerontocrazia sta, per forza di cose, finendo.

Sento nuove leve, nella politica: persone giovani, che fanno politica per passione e non per professione familiare, fin dall’età della scuola; sono persone che guardano in faccia i problemi, invece che cercare di modellarli su un’ideologia ormai fossile e fuori dal tempo che l’ha generata.

E dal triste periodo che l’Italia ha affrontato e subito e, a parer mio, incoscientemente voluto ed accettato, vedo una fenice risorgere, riportando alle persone l’orgoglio di essere italiani e la voglia di dare il meglio di sé stessi, anche soltanto attraverso un voto pensato e ragionato, per la costruzione di un futuro migliore per i nostri figli e per il mondo.

Mi auguro che dall’esperienza vissuta e sofferta gli italiani inizino finalmente a sentirsi un popolo, e non solo una nazione.

Non abbiamo niente: dobbiamo importare tutto; di nostro abbiamo soltanto il turismo e la nostra bellissima testa, modellato in millenni di storia sulla fusione di tutte le culture dell’est e dell’ovest, del nord e del sud del mondo.

Siamo a parer mio secoli più avanti degli altri paesi in quanto a comprensione dell’umanità e dell’essenza stessa dello spirito politico, antico retaggio dei greci e dei romani, che ci hanno lasciato come eredità viva in mezzo a tanti ruderi antichi, e mai vecchi.

Abbiamo la responsabilità di unificare il mondo, mediando tra le diverse culture e gli interessi economici dei colossi contrapposti, che tutti ci vorrebbero comperare, ma così facendo spostano il confronto tra le diverse culture dal loro paese, qui a casa nostra.

Il mio migiior augurio è che tutti riscoprano lo spirito della nostra Costituzione, leggendola magari un capitolo alla volta, la sera, prima di addormentarsi, e di quanto rappresenti la nostra Bandiera, in termini di libertà e di diritti a noi e non ad altri concessi.

E che da queste ceneri si impari qualcosa da trasmettere alle future generazioni, per non ripetere i nostri errori.