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Come organizzare l’immigrazione mercoledì 30 luglio 2008

Posted by andy in Miglioramento.
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Anni fa mio fratello ha vinto una borsa di studio di un anno in America.

Con la borsa di studio già in mano, per poter prendere l’aereo e fruirne ha dovuto prima dare degli esami di ingresso, di lingua inglese, storia americana e codice della strada.

Superare quegli esami significa per un immigrato potersi muovere e relazionare con la gente del paese ospite, potendo anche coglierne lo spirito e le tradizioni.

Qui in Italia invece non si fa niente. Tutte quelle belle parole sull’integrazione di cui si riempiono la bocca i politici sono vuote, ed assumono un significato soltanto grazie alla disponibilità degli istituti di beneficienza, spesso religiosi, e delle persone ed imprenditori che costituiscono il popolo italiano.

Ma quante possibilità ha una perrsona che non parla la nostra lingua di trovare un lavoro, e quando l’abbia trovato, di svolgerlo in sicurezza? Molto poche.

Se lo trova, rischia di farsi male, ed in caso contrario gli rimane soltanto l’arte di arrangiarsi ed alla fine di divenire, suo malgrado, un criminale.

Perché non investiamo almeno un po’ di tutti quei soldi che inviamo sottoforma di aiuti ai paesi del terzo mondo in corsi di lingua e di formazione nei paesi d’origine, in modo che i più meritevoli possano emigrare verso l’Italia sapendo di avere la certezza dell’integrazione e del posto di lavoro?

Potrebbero occuparsene ambasciate e consolati, già presenti sul territorio, che ben conoscono le realtà locali.

E di più, un’ulteriore opportunità potrebbe derivare organizzando qui in Italia dei corsi avanzati per formatori, che a loro volta tornerebbero nel paese d’origine a trasferire le conoscenze acquisite ai propri compatrioti.

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Sequestro dei siti e diffamazione martedì 8 luglio 2008

Posted by andy in Miglioramento.
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Mi capita di leggere (sempre più frequentemente, devo dire) di siti che vengono oscurati per sequestro preventivo da parte della Guardia di Finanza, dalla Polizia Postale, etc., sostituendo alla home page una pagina che riporta gli estremi degli articoli di legge violati.

Tutto bene se il reato è stato effettivamente commesso, ma i sequestri preventivi, soprattutto se pooi si dimostrano infondati, causano un danno all’immagine ed al business dell’azienda a cui è stato sequestrato il sito.

Mi chiedo a questo punto se non potrebbe essere molto più fair (non mi viene un appropriato termine italiano, che dovrebbe implicare i concetti di correttezza, educazione, cortesia, …), il consentire all’azienda di cui viene sottoposto a sequestro il sito di pubblicare una pagina di cortesia che riporta le tipiche diciture di sito in manutenzione, o similari?

In caso di accertamento del reato, la pagina potrebbe (dovrebbe) essere sostituita con quella di avviso già attualmente utilizzata; in caso contrario verrebbe dato il benestare alla riapertura del sito.

In questo modo il massimo danno di immagine subito dall’azienda sarebbe quello legato all’indisponibilità della propria immagine e dei propri servizi su Internet (può non essere poco, ma è sicuramente molto inferiore al danno derivante dall’essere marchiata come un’azienda sottoposta ad indagini).

È un po’ quello che accade oggi con la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche: prima vengono divulgate, creando un’immagine negativa intorno alle persone intercettate, per non essere poi più in grado di rimediare al danno compiuto nel caso gli interessati vengano prosciolti da ogni accusa.

Si crea un danno senza essere poin in grado di rimediarvi.