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mug shots: il marketing dell’arrestato mercoledì 6 maggio 2009

Posted by andy in Internet e società.
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L’era della comunicazione sta stravolgendo totalmente il significato delle cose, trasformando persino le schede segnaletiche degli arrestati in opportunità di marketing.

In un recente viaggio in America ho scoperto con stupore che le foto segnaletiche degli arrestati mug shots: quelle che vengono prese e diffuse dalla polizia per l’identificazione degli arrestati) sono oggi viste ed interpretate in un modo totalmente differente che in passato.

Mentre un tempo non si dava importanza alla posa con cui ci si faceva ritrarre, e spesso l’espressione che veniva assunta era truce, o comunque dura, per reazione, ora si tende (e questo vale soprattutto per le persone famose) a sorridere ed assumere pose piacevoli.

Perché? La ragione sta nel fatto che le foto segnaletiche vengono pubblicate sui principali quotidiani, sulle riviste di gossip, e cosi via.

Mentre il testo dell’articolo con il tempo viene facilmente dimenticato, l’immagine rimane più impressa nella memoria.

Un’immagine sorridente viene ricordata con piacere, mentre espressioni differenti vengono associate negativamente all’immagine del personaggio, e difficilmente queste associazioni possono essere rimosse.

In aggiunta, tirature di milioni di copie della carta stampata, la diffusione via televisione, il gossip via Internet creano un’incredibile opportunità per veicolare la propria immagine, per raggiungere il pubblico, ed essere ricordati.

Tale immagine viene facilmente associata a manifesti pubblicitari, promo di film e canzoni, iniziative commerciali …

… insomma, se ben gestita, la foto segnaletica può divenire un incredibile (e gratuito!) strumento di promozione.

martedì 28 aprile 2009

Posted by andy in Etica, Internet e società, tecnologia.
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L’istituto di ricerca newyorkese Ethisphere ha diffuso l’elenco 2009 delle cento compagnie più etiche, tra queste quindici rientrano a vario titolo nell’ambito ICT spaziando dai costruttori di hardware agli operatori telefonici. La partecipazione libera e gratuita è aperta ad aziende pubbliche o private di qualsiasi angolo del pianeta che incassino più di 50 milioni di dollari o vantino oltre 100 dipendenti.

Questa ‘gara’ a quale sia la società più ‘etica’ è tuttavia basata su indicatori che dovrebbero essere definiti un po’ meglio, ed i cui risultati devono comunque essere letti con maggior attenzione.

Credo che a chi ha definito gli indicatori sia sfuggito in piccolo, insignificante dettaglio.

Gli italiani, e le aziende italiane, donano a scopo filantropico quote importanti del proprio fatturato (imposte), che vengono utilizzate dallo stato per il bene di tutti, per le organizzazioni no-profit, etc.

All’estero le cose sono sostanzialmente diverse: a titolo d’esempio, in Inghilterra è possibile donare fino al 15% delle imposte dovute al fisco ad organizzazioni no profit, con il conseguente vantaggio di poter effettuare ulteriori detrazioni fiscali.

In sostanza, non solo a chi produce reddito non fa differenza dare soldi allo stato piuttosto che ad organizzazioni di utilità sociale, ma addirittura nel secondo caso ne ottiene un (minimo) vantaggio.

Concordo con chi dice che si tratta di azioni di marketing più che di etica, ma ancor di più questa classifica è stata pensata proprio per valorizzare ulteriormente le azioni di marketing effettuate.