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L’anonimato economico è a rischio! venerdì 29 marzo 2013

Posted by andy in Internet e società.
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Riprendo una notizia (Cayman, hacker vende online le società. “La crisi? Colpa dei paradisi fiscali”) per fare qualche considerazione.

In sintesi, la notizia è che Paolo Cirio ha messo on line sul sito loophole4all.com l’opportunità di comperare, per soli 99 centesimi i certificati di proprietà di società anonime registrate alle Cayman.

L’anonimato fiscale porta grandi vantaggi economici, questo è risaputo, ma è la prima volta che la finanza si trova di fronte ai reali rischi derivanti dall’anonimato stesso.

In effetti, se la proprietà è rappresentata da un semplice certificato al portatore, la sua falsificazione consente a chiunque di assumere l’identità del reale titolare.

In sostanza, ci si sta rendendo conto che tutti possiamo essere ‘anonimi’, se lo vogliamo.

Ma ciò che è di proprietà di un anonimo, di fatto è di proprietà del primo che arriva a reclamarne la proprietà.

In conclusione, in futuro l’anonimato tenderà sempre di più ad essere utile soltanto per rappresentare opinioni, ma non interessi economici.

QR Codes e cartamoneta giovedì 22 dicembre 2011

Posted by andy in tecnologia.
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La fantasia nel trovare applicazioni sempre nuove, più interessanti ed utili per la tecnologia che di giorno in giorno ci viene messa a disposizione non ha limiti.

Proviamo ad immaginare l’applicazione dei QR Codes alla carta moneta.

Di fatto, si tratta soltanto di scrivere il numero di serie anche in una forma diversa, meglio intelleggibile ai dispositivi elettronici.

Ma il QR Code sarebbe così quasi sprecato: può contenere molta più informazione, e quindi perché non inserire anche l’importo della banconota ed il tipo di valuta, la data, il paese e la zecca di emissione?

Con tale informazione riportata sulla banconota cosa potremmo fare?

Ad esempio potremmo tracciare la circolazione della moneta, se ogni esercizio commerciale si dotasse di un lettore (di fatto, ad oggi quasi tutti sono già dotati di ‘lettori’ per verificare l’autenticità della banconota.

Tutto sommato si preserverebbe l’anonimato degli utilizzatori (in nessun modo verrebbe associata esplicitamente al QRcode della banconota un’informazione identificativa di chi la spende o la riceve; sarebbe tuttavia molto più facile tracciare il movimento della banconota nel tempo ed incrociare questo con altre informazioni, come la contemporanea presenza di telefoni cellulari.

Utilizzando uno smartphone si potrebbe in ogni momento avere il controvalore nella propria valuta (funzione molto utile per i turisti, che spesso hanno difficoltà a rapportare il valore del denaro straniero rispetto al proprio).

Sarebbe anche più facile identificare banconote contraffatte, se la lettura del codice viene segnalata in tempo reale ad un sistema centralizzato: la stessa banconota non può essere spesa contemporaneamente in due o più posti.

Per assicurare l’autenticità della banconota si potrebbe utilizzare un hash del codice con un numero casuale inserito in filigrana, generato con un certificato della zecca emittente: per contraffare le banconote occorrerebbe inserire in filigrana un codice diverso per ogni banconota, cosa che aumenterebbe a tal punto il costo di produzione da rendere meno appetibile la falsificazione del denaro.