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il perché della corsa alle prestazioni dei browser giovedì 23 aprile 2009

Posted by andy in Internet e società, tecnologia.
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http://punto-informatico.it/2603646/PI/News/firefox-35-ad-un-passo-dal-gran-finale.aspx

Nella guerra dei browser si è puntato in primis ad aggiungere sempre nuove funzionalità, possibilmente incompatibili con gli altri, per monopolizzare il mercato.
Poi c’è stata la gara alla compliance con gli standard (a cui non ha partecipato la Microsoft), e già da un paio d’anni s’è iniziata la battaglia sulle prestazioni.
Ma qualcuno si chiede che senso possa avere …

Sicuramente alcune ragioni riguardano il fatto che il modello server-centrico dell’HTML si è trasformato nel vecchio client-server, con applicazioni con logiche centrali e capacità di elaborazione e di rendering dinamiche delegate al client (il browser).

Il millisecondo guadagnato può non contare molto, sul PC di ultima generazione, ma in realtà può contare (e valere economicamente) molto, se valutato su macchine meno recenti, o su dispositivi più limitati.

Nel provare a dare una risposta, direi che altri aspetti interessanti di cui tenere conto, oltre a quelli già elencati, possono essere:

1) la convergenza dei browser per avvicinarsi anche ai palmari ed ai telefoni di nuova generazione (in sostanza, per andare a fare concorrenza ad Opera); si tenga conto che il mercato di Internet dai dispositivi sarà un mercato in crescita esponenziale nei prossimi anni, ed avere il miglior software (in termini di velocità e di occupazione di memoria, ma anche di stabilità e di sicurezza) consentirà di installare il browser su dispositivi più economici, e quindi di portare a casa denari;

2) molte applicazioni si stanno orientando al web-based (SaaS – Software as a Service), etc.; questo significa che il caro vecchio modello client-server tornerà a chiedere grandi prestazioni al client; più il browser sarà efficiente ed ottimizzato, più consentirà di tenerci il nostro bravo vecchio PC, anche se un po’ catorcio, invece che dover spendere i soldi per l’ennesimo upgrade (come Microsoft insegna da tanti anni).

Se questo punto può apparire irrilevante ai più, si provi a pensare ad aziende con migliaia di PC installati (a tal riguardo mi ricordo di come, ad una presentazione di Microsoft in occasione del lancio di Windows NT, una persona chiese come mai avrebbe dovuto sostituire tuto il proprio parco macchine (~3000) e pagare l’upgrade delle relative licenze di Windows, per continuare ad utilizzare Word ed Excel nelle segreterie …).

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Redditi della P.A. online: e provare con un approccio intermedio? mercoledì 9 luglio 2008

Posted by andy in Miglioramento.
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Nei giorni scorsi si è fatto un gran parlare dell’Operazione Trasparenza lanciata dal Ministro Brunetta.

Invece che saltare da un eccesso all’altro (da una gestione pubblica totalmente fuori controllo, ad una in cui uno non può più neppure rompersi una gamba sciando senza essere sospettato di assenteismo), si può adottare un approccio intermedio.

L’obiettivo finale non è quello di sapere quanti soldi si mette in tasca Tizio o Caio, e le relative ore effettivamente lavorate; c’è tanta gente nel settore privato che guadagna più dei nostri politici.

Ai fini pubblici interessa sapere che esiste un ruolo (quello di cui è investito Tizio – che so, ad esempio il Direttore dell’Ufficio XXX), e di tale ruolo:
– gli obiettivi assegnati e conseguiti;
– il costo del responsabile;
– il numero di dipendenti ed il relativo costo complessivo;
– il numero di collaboratori esterni ed il relativo costo complessivo;
– il costo delle spese di gestione
– aggiungerei anche, in qualche forma, il numero ed il grado delle relazioni di parentela rispetto a colleghi e collaboratori nella PA.
– e di più, aggiungerei anche il numero di cariche ricoperte ed il numero (non il valore) degli stipendi / emolumenti percepiti.

Qualcuno potrebbe obiettare che in questo modo ci si nasconde dietro ad un dito, in quanto ci vuole poco a scoprire chi ricopra ogni specifico ruolo.

Ma in realtà alla gente non interessa tanto quanto guadagna il ministro tale o talaltro, ma quanto ci costa in relazione a quanto produce.

Ovviamente tali dati devono essere pubblicati in modo che sia possibile e facile per chiunque sia interessato lo scaricarli ed analizzarli autonomamente.

In questo modo diviene possibile confrontare tra loro dirigenti ed uffici più o meno virtuosi.

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Resta ovviamente il fatto che essendo il cittadino socio della società chiamata Stato, deve avere piena possibilità di accedere ad ogni informazione relativa ai conti della propria azienda, soprattutto per il fatto che questa viene finanziata ogni anno con i suoi soldi.

Oneri ed onori: le cariche pubbliche sono (o purtroppo occorre dire dovrebbero essere) un riconoscimento all’integrità ed alle capacità delle persone, che in cambio di tale onore devono accettare l’onere della totale trasparenza sul proprio operato (questo include, tra l’altro, tutte le informazioni che possono evidenziare conflitti di interessi e clientelismi).