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Di Twitter, della diffamazione e dell’Effetto Streisand giovedì 22 novembre 2012

Posted by andy in Internet e società, Uncategorized.
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UK: un politico (Robert Alistair McAlpine) viene coinvolto per errore in un caso di pedofilia, e parte il tam tam su Twitter per riportare la notizia.

Il falso scoop giornalistico è ccostato le proprie dimissioni al direttore generale della BBC George Entwistle.

McAlpine ora vuole citare per danni non solo chi ha diiffuso l’errata notizia, ma anche tutti gli utenti che l’hanno diffusa e propagata in Rete via Twitter: ipotizza 5 sterline per le decine di migliaia di utenti che hanno twit’ato e retwit’ato la notizia, devolvendo poi in beneficenza il raccolto.

È una buona lezione da imparare: è fondamentale imparare a verificare le notizie prima di spettegolare in rete riportando notizie non verificate e cose che non si conoscono.
Mi piace anche l’azione simbolica della devoluzione in beneficienza, che forse vedrà una maggior benevolenza della Giustizia ad accogliere la richiesta e far partire un’indagine verso così tanti rei.

Resta il fatto che, come la Rete ha colpito, la Rete rimedia: rispetto alle migliaia di persone che hanno propagato la (dis)informazione (poche, rispetto ai numeri di Internet), la Rete rimedia (grazie all’Effetto Streisand).

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Sequestro dei siti e diffamazione martedì 8 luglio 2008

Posted by andy in Miglioramento.
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Mi capita di leggere (sempre più frequentemente, devo dire) di siti che vengono oscurati per sequestro preventivo da parte della Guardia di Finanza, dalla Polizia Postale, etc., sostituendo alla home page una pagina che riporta gli estremi degli articoli di legge violati.

Tutto bene se il reato è stato effettivamente commesso, ma i sequestri preventivi, soprattutto se pooi si dimostrano infondati, causano un danno all’immagine ed al business dell’azienda a cui è stato sequestrato il sito.

Mi chiedo a questo punto se non potrebbe essere molto più fair (non mi viene un appropriato termine italiano, che dovrebbe implicare i concetti di correttezza, educazione, cortesia, …), il consentire all’azienda di cui viene sottoposto a sequestro il sito di pubblicare una pagina di cortesia che riporta le tipiche diciture di sito in manutenzione, o similari?

In caso di accertamento del reato, la pagina potrebbe (dovrebbe) essere sostituita con quella di avviso già attualmente utilizzata; in caso contrario verrebbe dato il benestare alla riapertura del sito.

In questo modo il massimo danno di immagine subito dall’azienda sarebbe quello legato all’indisponibilità della propria immagine e dei propri servizi su Internet (può non essere poco, ma è sicuramente molto inferiore al danno derivante dall’essere marchiata come un’azienda sottoposta ad indagini).

È un po’ quello che accade oggi con la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche: prima vengono divulgate, creando un’immagine negativa intorno alle persone intercettate, per non essere poi più in grado di rimediare al danno compiuto nel caso gli interessati vengano prosciolti da ogni accusa.

Si crea un danno senza essere poin in grado di rimediarvi.