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Spettacolare! Ecco il diritto all’oblio (alla -1)! venerdì 30 maggio 2014

Posted by andy in privacy.
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Leggo la notizia dell’apertura di Google al diritto all’oblio.

Ovviamente non poteva rifiutare un trattamento delle informazioni degli utenti conforme alla normativa europea, pena l’essere sfrattata dai territori dell’unione.

Gli aspetti che hanno dello sensazionale direi che sono due:

  1. Google rimuoverà i collegamenti indesiderati (occorre quindi elencarli tutti), ma non parla di rimuovere i contenuti;
  2. per rimuovere tali collegamenti, Google si farà dare una serie di informazioni che ancora non possiede:
    • le proprie generalità reali (così potrà associare gli account, anche non identificativi, a delle identità reali);
    • una copia CHIARA E LEGGIBILE del documento di identità (così lo potrà associare alla nostra identità in Rete, ormai non più pseudonima);
    • nel caso si agisca per conto di un terzo, verrà stabilita una relazione di autorità legale tra richiedente e titolare delle pagine da rimuovere;
    • per ogni URL, dovrà essere fornita una chiara motivazione, di fatto aggiungendo un livello semantico al contenuto;

NOTA: il documento d’identità verrà rimosso dopo un mese dopo la chiusura della pratica, << a meno dei casi previsti dalla legge>>

Qui il modulo di richiesta: https://support.google.com/legal/contact/lr_eudpa?product=websearch

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il perché della corsa alle prestazioni dei browser giovedì 23 aprile 2009

Posted by andy in Internet e società, tecnologia.
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http://punto-informatico.it/2603646/PI/News/firefox-35-ad-un-passo-dal-gran-finale.aspx

Nella guerra dei browser si è puntato in primis ad aggiungere sempre nuove funzionalità, possibilmente incompatibili con gli altri, per monopolizzare il mercato.
Poi c’è stata la gara alla compliance con gli standard (a cui non ha partecipato la Microsoft), e già da un paio d’anni s’è iniziata la battaglia sulle prestazioni.
Ma qualcuno si chiede che senso possa avere …

Sicuramente alcune ragioni riguardano il fatto che il modello server-centrico dell’HTML si è trasformato nel vecchio client-server, con applicazioni con logiche centrali e capacità di elaborazione e di rendering dinamiche delegate al client (il browser).

Il millisecondo guadagnato può non contare molto, sul PC di ultima generazione, ma in realtà può contare (e valere economicamente) molto, se valutato su macchine meno recenti, o su dispositivi più limitati.

Nel provare a dare una risposta, direi che altri aspetti interessanti di cui tenere conto, oltre a quelli già elencati, possono essere:

1) la convergenza dei browser per avvicinarsi anche ai palmari ed ai telefoni di nuova generazione (in sostanza, per andare a fare concorrenza ad Opera); si tenga conto che il mercato di Internet dai dispositivi sarà un mercato in crescita esponenziale nei prossimi anni, ed avere il miglior software (in termini di velocità e di occupazione di memoria, ma anche di stabilità e di sicurezza) consentirà di installare il browser su dispositivi più economici, e quindi di portare a casa denari;

2) molte applicazioni si stanno orientando al web-based (SaaS – Software as a Service), etc.; questo significa che il caro vecchio modello client-server tornerà a chiedere grandi prestazioni al client; più il browser sarà efficiente ed ottimizzato, più consentirà di tenerci il nostro bravo vecchio PC, anche se un po’ catorcio, invece che dover spendere i soldi per l’ennesimo upgrade (come Microsoft insegna da tanti anni).

Se questo punto può apparire irrilevante ai più, si provi a pensare ad aziende con migliaia di PC installati (a tal riguardo mi ricordo di come, ad una presentazione di Microsoft in occasione del lancio di Windows NT, una persona chiese come mai avrebbe dovuto sostituire tuto il proprio parco macchine (~3000) e pagare l’upgrade delle relative licenze di Windows, per continuare ad utilizzare Word ed Excel nelle segreterie …).