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EcoPass, Congestion Charge et similia giovedì 15 dicembre 2011

Posted by andy in vita quotidiana.
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Si dibatte molto sul fatto che sia opportuno, appropriato, utile ed efficace applicare una qualche forma di imposizione economica ai veicoli che accedono alle aree più centrali dei centri abitati.

Non voglio qui polemizzare sul fatto che negli ultimi decenni il nostro stato ha fatto di tutto per far produrre e quindi farci comperare una (o più) auto, ma ha completamente sorvolato sul creare gli spazi ove metterle.

I problemi sono sostanzialmente due: il più importante è l’inquinamento, ed il secondo è il traffico, con il conseguente intralcio creato ai mezzi pubblici, ed in sostanza il peggioramento della qualità di vita complessiva per i cittadini.

Le azioni possono essere sostanzialmente di due tipi: penalizzazione ai veicoli inquinanti (EcoPass), o penalizzazione più in generale ai veicoli che impegnano il suolo pubblico in certe aree (Congestion Charge).

Entrambe le imposizioni hanno pro e contro, e possono essere disegnate bene o male; cerco qui di analizzare quali siano i pro ed i contro per ciascuna delle due.

EcoPass (o Pollution Charge)

Lo scopo è quello di penalizzare chi inquina di più.

In passato abbiamo visto applicare un pedaggio crescente in relazione alla classe di inquinamento del veicolo (Euro 0,1,2,3, …).

Se da una parte questo pedaggio può avere un senso (chi più inquina, più paga), d’altra parte si rivela essere discriminante verso le categorie meno abbienti, ovverosia verso quelle che non possono permettersi l’acquisto di un’auto più recente e quindi meno inquinante.

In aggiunta la categoria Euro non è proporzionale alle emissioni totali del veicolo, bensi alle emissioni percentuali.

Questo significa che due veicoli, uno con motore di 900 cc ed uno con un motore di 6000 cc possono avere entrambi la medesima certificazione Euro 5, ma risulta evidente che quella con il motore più grosso per forza di cose consuma di più e di conseguenza inquina di più.

In sostanza l’EcoPass, per essere più equo dovrebbe essere come minimo linearmente crescente in relazione alla potenza del motore, e possibilmente dovrebbe crescere anche più che linearmente, per disincentivare l’utilizzo di veicoli troppo inquinanti (e non far passare il messaggio che chi ha più soldi può permettersi di inquinare).

Congestion Charge

L’obiettivo è principalmente quello di evitare l’intasamento dei centri abitati, così riducendo l’inquinamento e favorendo la circolazione dei mezzi pubblici.

D’altra parte occorre tenere conto che una vera congestion charge penalizza anche i veicoli non inquinanti, come quelli elettrici e quelli a gas.

Il problema è che questo tipo di imposizione tende a penalizzare i più poveri a favore dei più ricchi, se l’importo è sostanzialmente indipendente dal tipo di veicolo.

Mentre 1 Euro al giorno (~220€/anno) per un operaio rappresenta una parte significativa di uno stipendio, un importo anche cinque volte superiore (~1100€/anno) può non essere particolarmente penalizzante per gli stipendi alti, soprattutto se il costo viene assorbito dall’azienda.

Una congestion charge equa dovrebbe quindi essere in qualche modo legata al reddito della persona e crescente in modo più che lineare.

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