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Contenuti Internet ‘a due velocità’ lunedì 21 novembre 2011

Posted by andy in Internet e società, privacy.
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Il W3C (il consorzio che stabilisce gli standard del World Wide Web) ha pubblicato la prima bozza di un nuovo framework per la gestione della privacy degli utenti. Anche per l’ENISA (European Network and Information Security Agency) l’eccessivo logging online fa male alla vita delle persone.

la moderna pratica di logging ubiquo dei siti e servizi web in un vero e proprio incubo da “tracciamento di vita” online.

La crescente sensibilità ed attenzione alla privacy, soprattutto in Europa, sta portando i produttori di browser ed il W3C alla definizione delle modalità per gestire la Tracking Preference Expression, ovverosia un set di standard mediante i quali esprimere le proprie preferenze in merito alle pratiche di tracciamento da parte dei siti, e la Tracking Compliance and Scope Specification per la definizione di preferenze “Do Not Track” e le relative pratiche che i siti web dovranno (o almeno dovrebbero) adottare per rispettarle.

Di fatto, il mercato sta catalizzando degli anticorpi per proteggersi da un’eccessiva contaminazione da ‘loggers’.

D’altra parte il mercato ed i produttori, utenti e servizi on-line hanno sempre vissuto di una crescente simbiosi: l’uno non ha scopo senza l’altro.

Occorre anche aggiungere che ormai la quasi totalità dei servizi online vengono fruiti gratuitamente (limitando l’accezione al solo pagamento in valuta); ovviamente i miliardi di dollari che occorrono per sostenere lo sviluppo ed i costi delle infrastrutture che supportano tali servizi provengono dai profitti derivanti dal possesso, analisi e vendita dell’unico vero bene raccolto e gestito: l’informazione sugli utenti e sulle loro preferenze ed abitudini.

Qualsiasi pratica volta quindi a limitare la raccolta di informazioni sugli utenti porterà quindi a limitare i profitti, e quindi i budget a supporto dello sviluppo dei servizi e del mantenimento delle necessarie infrastrutture.

Ma difficilmente il mercato accetterà facilmente tagli ai propri profitti, e quindi tenderà a muoversi in modo da contrastare la potenziale riduzione dei dati che potranno essere raccolti.

Come motivare gli utenti ad acconsentire la propria profilazione?

Personalmente mi immagino una possibile evoluzione simile a quella ipotizzata per la ‘Internet a due velocità‘, ovverosia la pratica di privilegiare il traffico destinato verso siti paganti e penalizzare quello verso siti comuni (non paganti), con tutte le implicazioni del caso, tra cui le notevoli possibilità per lo sviluppo di pratiche di concorrenza sleale tra provider, a tutto di scapito dell’utente.

Mutuando quindi il concetto, vaticino una Internet con contenuti a due velocità, inteso ovviamente non nel senso della banda garantita, ma della quantità di informazione e di servizi accessibili.

In pratica succederà che chi espone i contenuti lo farà in modo condizionato: più ti lasci tracciare, più contenuti ti consento di consultare.

Tutto sommato qualcosa di analogo è già stato fatto in passato con la pubblicità, e penso che verrà ripreso a causa di tutti i filtri utilizzati nei browser: contenuti in cambio di pubblicità.

Do ut des, insomma: se vuoi contenuti a valore aggiunto, quali giochi, musica, film, notizie, etc. dovrai accettare che i tuoi contenuti vengano tracciati, e possibilmente non filtrare la pubblicità che cercano di propinarti.

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