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Un’Italia con o senza futuro? martedì 24 agosto 2010

Posted by andy in Progetto politico, vita quotidiana.
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Leggendo qua e la, trovo sempre più spesso commenti sempre più pessimisti sulle condizioni dell’Italia, considerata ormai fuori controllo, tra debiti ed involuzione socio-economica.

Il 20 gennaio 1961 John Fitzgerald Kennedy disse: “Non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese.

Gli americani hanno razionalizzato già 50 anni fa un concetto che gli italiani ancora non riescono a metabolizzare.

È l’Italia ad essere fuori controllo, o sono gli italiani ad esserlo?
Continuiamo a considerare lo Stato come un’entità a parte.

Finché gli italiani continueranno a delegare le proprie responsabilità, continueranno a lamentarsi di coloro a cui le delegano, ma in realtà è di sé stessi che devono lamentarsi.

In qualunque comunità, in famiglia, in barca, al lavoro, se qualcuno non fa il proprio dovere, prima o poi ne fanno tutti le spese.

La cosa disastrosa non è che la nostra classe politica pensa soltanto a sé stessa, ma che gli italiani continuano a delegare ciecamente senza affrontare la fatica di controllare e scegliere.
Finché sceglieremo il meno peggio, invece che il meglio, non potremo lamentarci se le cose continueranno a peggiorare.

I burroni si possono affrontare precipitandoci dentro o costruendoci sopra dei ponti.
Noi continuiamo a fare come Wilcoyote: camminiamo sul burrone, ma non guardiamo di sotto, sperando così di non precipitare …

Fior di aziende stanno superando la crisi grazie ai dirigenti ed ai lavoratori che si sono auto-ridotti lo stipendio per mantenere in vita l’azienda e conservare il posto per tutti.
Noi siamo ancora fermi ai tempi in cui qualcuno ha proposto di dimezzare l’orario di lavoro (a parità di stipendio) per raddoppiare i posti di lavoro e risolvere il problema della disoccupazione.
L’incosciente ha dimenticato tuttavia di indicare chi avrebbe mai comperato i nostri prodotti ad un prezzo doppio rispetto a quello di mercato …

L’Italia ce la può ancora fare, ma tocca agli italiani decidere di farlo.
Sono pronti gli italiani ad accettare obiettivi e sacrifici non a durata di legislatura, ma a durata di almeno una generazione?

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