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L’errore dietro alle “quote rosa” sabato 23 gennaio 2010

Posted by andy in Miglioramento, pensieri, vita quotidiana.
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Tempo fa sono capitato su una notizia (qui su La Repubblica) che mi ha confermato un’idea che ho già da parecchio tempo.

Le cosiddette ‘quote rosa’ (le pari opportunità garantite alle donne riservando un numero definito a priori di posti in una particolare istituzione) sono uno sbaglio ed un’offesa al gentil sesso.

Pur non avendo difficoltà ad apprezzare lo spirito soggiacente all’idea, che cerca di ristabilire un equilibrio in un mondo controllato, per varie ragioni, dal sesso maschile, continuo ad avere delle notevoli perplessità sul modo.

Ma veniamo alla notizia: in Svezia, per equità, sono garantiti alle donne il 50% dei posti disponibili alle donne, ma (e qui sta la vera notizia) l’altro 50% è invece garantito agli uomini.

Ebbene, le donne hanno scoperto che vi sono delle professioni in cui il proprio sesso prevale, per numero e competenza, rispetto a quello maschile, e si sono trovate penalizzate, dovendo lasciare il 50% dei posti disponibili ad uomini anche meno qualificati di loro.

In sostanza, si è scoperto che una legge fatta nell’interesse delle donne in realtà in particolari contesti può divenire per loro penalizzante.

Ma qual’è il vero problema alla base di tutto questo? A parere mio si tratta di una confusione di termini.

Da troppi anni la gente fa una sostanziale confusione tra uguaglianza e parità tra i sessi.

Mentre è doveroso dover riconosce la parità di diritti tra i sessi, è altrettanto importante capire che questi non sonno uguali, e non lo possono essere neppure se lo vuole la legge.

Uomini e donne sono sostanzialmente diversi nella propria natura, sia fisicamente che psicologicamente ed attitudinalmente (ovviamente parlando in senso generale e non assoluto).

È inconfutabile che vi sono discipline, arti e mestieri in cui eccellono principalmente uomini, ed altri in cui eccellono le donne.

Questo fatto non significa che un sesso sia migliore dell’altro: significa soltanto che la Natura ci ha diversificati, rendendoci complementari.

Dal punto di vista normativo, si conferma che garantire un posto per ‘diritto divino‘ (la legge), invece che per merito porta a penalizzare i più meritevoli.

Dal punto di vista pratico, le leggi sulle quote rosa sono, a parer mio, una soluzione temporanea ormai superata al problema; forse iniziano ad essere maturi i tempi e la consapevolezza per rivedere le norme, sostituendo le quote rosa con regole e criteri più onesti per premiare il merito, criteri che devono essere realmente imparziali rispetto al sesso.

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