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FLOSS e investimenti nello sviluppo … nella PA e nelle grandi aziende mercoledì 30 dicembre 2009

Posted by andy in Internet e società.
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Dal 2005 ad oggi, Vienna, così come Monaco di Baviera, ha installato Linux e altri software a codice aperto su oltre 10mila PC attivi presso uffici comunali ed enti pubblici.

Dopo un recente riesame di questa importante esperienza si osserva tuttavia che la municipalità non se la sente di bandire definitivamente il software proprietario dai propri uffici.

E con questa notizia si è aperto l’ennesimo scontro tra i sostenitori del software libero e di quello proprietario, ed entrambi i gruppi stanno sbagliando, facendo una guerra di religione, invece che andando ad apprezzare i vantaggi dell’uno e dell’altro.

Una delle lamentele riguarda il fatto che occorre per forza comperare ed installare Windows in quanto il software adottato dalla PA gira soltanto su tale sistema operativo.

… e investire nello sviluppo delle applicazioni attualmente disponibili soltanto per Windows?

La gente tende a dimenticare che il sistema operativo (Windows, Linux, OSX, e chi più ne ha, più ne metta …) è soltanto una ‘propaggine’ dell’hardware destinata a consentire l’interazione tra l’utente e l’hardware stesso.

Pur riconoscendo che possono esistere contesti in cui il sistema operativo fà la differenza, questo vale soltanto per applicazioni molto particolari.
Nella realtà comune, e specificamente in quella della P.A., il computer viene sostanzialmente utilizzato soltanto per accedere ad Internet (posta, browser, …) e per fare office automation (documenti, fogli elettronici, più raramente presentazioni …).

Soprattutto per le applicazioni trasversali (gestionali, etc.) che sono condivisi ed utilizzati da più realtà (software di gestione del Comune, del Catasto, dell’anagrafe, etc. …) se tutti gli enti utilizzatori destinassero il budget che sono costretti a spendere per continuare a coperare sistemi operativi proprietari nel finanziare la migrazione delle applicazioni verso contesti aperti, avrebbero una prospettiva di risparmio nel medio e lungo termine veramente notevole.

Inoltre, tali denari costituirebbero un incentivo all’innovazione ed allo sviluppo delle aziende locali, invece che tradursi nell’ennesima esportazione di capitali nazionali ed europei verso le casse statunitensi …

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