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Il monopolio della PEC lunedì 25 maggio 2009

Posted by andy in Internet e società, privacy.
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La notizia non passerà inosservata né, a parer mio, passerà mai una legge così pazzesca.

Ma vediamo meglio cosa si può nascondere nello schema di Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con il quale verranno disciplinati termini e modalità attraverso i quali i cittadini italiani potranno accedere alla casella di PEC (Posta Elettronica Certificata) che così ‘generosamente’ gli verrà donata.

L’approccio ipotizzato cosa porterà?

  • regalerà un nuovo monopolio legalizzato ad un privato: chiunque vinca la gara, terrà in pugno i cittadini e le loro comunicazioni;
  • accesso monopolistico a tutti i servizi a valore aggiunto;
  • possibilità di fatto di controllare le comunicazioni di tutti i cittadini;
  • irrigidimento su una posizione tecnologica unicamente italiana, impedendo l’interoperabilità con il resto del mondo;
  • trasferimento del concetto di ‘ricevuta di ritorno’ in ‘ricevuta di consegna’: la PEC non sostituisce la raccomandata A/R in quanto quest’ultima attesta che la missiva è stata recapitata nelle mani del destinatario (attesta che è stata ricevuta); la PEC può soltanto attestare che il messaggio è stato infilato nella buca delle lettere del destinatario; se questi è in ferie o in ospedale, potrebbe non accedere (leggere) la missiva per rlungo tempo, ma lo stato farebbe decorrere i termini legali della consegna da tale momento;
  • diritto ad un privato di limitare la capacità di comunicazione dei cittadini (limitazione della quantità di traffico); esisterà una limitazione sulla quantità di traffico? O il fornitore accetterà di gestire ed archiviare una quantità arbitrariamente grande di corrispondenza? Io potrei trovarmi a dover inviare ogni giorno contratti con decine o centinaia di MB di allegati, che dovrebbero rimanere immagazzinati, come minimo, per 30 mesi; e se lo facessero tutti? O ci sarà la fregatura di stato, per cui lo stato ci regala una casella da 1 MB, e tutto il resto lo si paga a parte? O peggio ancora tutto il resto lo pagherà, senza che noi lo sappiamo, lo stato, sempre con i nostri soldi;
  • diritto ad un privato di distruggere le comunicazioni personali oltre i termini minimi di conservazione della corrispondenza garantiti per legge (per la PEC, 30 mesi, se ricordo bene, termine tra l’altro insignificante rispetto ai tempi della Giustizia e della prescrizione);
  • impossibilità di utilizzare nomi di caselle facilmente associabili al proprietario: quanti Mario Rossi ci sono? Si sarà costretti a ripiegare sul codice fiscale; vi immaginate voi quanto sia semplice dare l’indirizzo della propria PEC a qualcuno?
  • penalizzerà la qualità del servizio, in quanto fissato il prezzo offerto, il fornitore cercherà di risparmiare al massimo sulla Qualità per massimizzare il proprio utile;
  • impossibilità di fatto di trasferire il servizio ad altri allo scadere della concessione: come sarà possibile trasferire la quantità di informazioni immagazzinate nei server del fornitore? E poi, sarà realmente possibile distruggerne gli originali? E tutti i servizi a valore aggiunto associati alla casella di posta, a chi andranno? Seguiranno la casella, o rimarranno in carico al gestore originario?

Pur essendo in un paese tipicamente atipico, penso che alla lunga la PEC andrà a morire, e che soprattutto una proposta di legge come questa finirà per forza di cose nel cestino.

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Commenti»

1. andy - mercoledì 27 gennaio 2010

Altro problema: la PEC non è illimitata: viene garantito uno spazio massimo piuttosto limitato, per cui, oltre un certo numero di allegati, magari un po’ ‘ciccioni’, vi troverete costretti a pagare per spazio aggiuntivo, e questo credo che avvenga anche per la casella in ricezione: in sostanza, se qualcuno vi invia delle mail di PEC con allegati troppo grandi, può limitare di fatto la vostra possibilità di inviare e ricevere messaggi di PEC, costringendovi a pagare l’upgrade dello spazio.


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