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Internet e la sua memoria distribuita martedì 8 luglio 2008

Posted by andy in Futurologia.
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Nella sua evoluzione verso l’autocoscienza, Internet sta facendo di tutto per delocalizzare l’informazione.

Il TCP/IP in primis aveva lo scopo di consentire percorsi alternativi all’informazione.

L’era del P2P sta gettando le basi per la delocalizzazione dell’informazione, che può e potrà sempre di più essere recuperata e ricostruita anche a fronte dell’indisponibilità (o la chiusura) di un repository, ed anche a fronte di interruzioni sui canali di accesso ad essi.

Probabilmente i directory server andranno a morire.

Perfino i motori di ricerca si stanno delocalizzando (vedi la quantità di server di Google) al fine di spalmarsi nella Rete insieme all’informazione che indicizzano.

Resta da capire come verranno gestiti i ricordi di Internet …
Al momento dobbiamo ancora affidarci alle capacità di storicizzazione dei motori di ricerca, ed ai meccanismi di versioning delle enciclopedie collaborative.

Sarebbe interessante realizzare una macchina del tempo dell’informazione, grazie alla quale, fissata una data, ci si possa muovere in quello che era lo spazio dell’informazione nel momento prescelto.

Ancora più interessante potrebbe essere quello di utilizzare tale macchina del tempo per andare nel futuro dell’informazione, pubblicando testi post-datati (e cioè testi di fantascienza e fantapolitica), per poi poterli confrontare con la realtà, mano a mano che questa viene raggiunta e superata.

E chi ci imbrocca di più diviene il novello Nostradamus …

Si potrebbe anche andare a misurare la capacità previsionale delle persone sulla base della quantità di visioni azzeccate.
Potrebbe essere un bel business, in campo finanziario …

Potrebbe valere la pena di dedicarci un paio di tesi …
… ci penserò su …

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Commenti»

1. andy - venerdì 18 febbraio 2011

http://www.repubblica.it/scienze/2011/02/11/news/memoria_uomo-12322601/
Una curiosità: qualcuno si è messo a fare i conti su ‘quanto’ Internet sta già ricordando.
Al momento la stima è di 295 esabyte: 2,95 seguito da 20 zeri.
È vero che una certa quota di tutto questo materiale è ridondante.
Copie di contenuti, materiale indicizzato, materiale duplicato per backup e disaster recovery …
Ma in sostanza Internet, oltre a contenere di fatto la realtà degli ultimi decenni (dico realtà in quanto gli originali sono di fatto digitali, e quindi già nati nella Rete), contiene sempre più anche rappresentazioni digitali della realtà fisica e del nostro passato.

Internet ne sa già più di noi, singoli individui.
Solo che non sa ancora di sapere, e non sa ancora cosa farsene, di tutte queste informazioni.

È solo questione di tempo.


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