L’inizio della fine martedì 24 agosto 2010
Posted by andy in Etica, Internet e società, Libertà dell'informazione.Tags: diritti umani, diritti universali, Foxconn, globaliizzazione, tempi che cambiano
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Dopo il Giappone, anche la Cina manifesta i sintomi della incipiente globalizzazione.
Se per gli occidentali la globalizzazione ha significato poter produrre a condizioni sempre più vantaggiose trasferendo la produzione in paesi più poveri (India, Corea, e poi la Cina), essa invece significherà per questi paesi la necessità di adeguarsi agli standard occidentali.
Millenni di storia, ma soprattutto gli ultimi decenni, hanno dato un incredibile impulso alla definizione di regole, norme e standard finalizzati a garantire la qualità della vita e la salute dell’ambiente, come inevitabile conseguenza della ratificazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Il moderno schiavismo non ha retto la viralità della crescente libertà di informazione, anche in un paese come la Cina, ove il recente caso Foxconn ha portato all’attenzione della pubblica opinione occidentale il fatto che l’Etica dietro cui commercialmente ci nascondiamo non ci può consentire di utilizzare due pesi e due misure, a seconda che il lavoratore sia entro o fuori dai confini nazionali.
Pur avendo cercato di evitare il problema fino all’ultimo, una volta messa di fronte all’evidenza dei fatti la Apple non ha potuto esimersi dal rinegoziare le condizioni per la produzione dei propri dispositivi ed i relativi costi.
La conseguenza immediata è un miglioramento, per quanto esiguo, delle condizioni di lavoro alla Foxconn, ma soprattutto la presa di coscienza dei lavoratori di avere dei diritti e di poterli far valere, nonostante un sindacato di stato in evidente conflitto di interesse tra le parti.
Ci vorranno decenni, ma accadrà in Cina e negli altri paesi asiatici ciò che è accaduto in Giappone.
Tuttavia l’immensa popolazione di quei paesi creerà condizioni estremamente critiche sia a livello economico che politico, quando lo stato si troverà a dover garantire a miliardi di persone le condizioni minime acquisite da pochi milioni di lavoratori.
FBI, spyware nel nome della sicurezza mercoledì 22 aprile 2009
Posted by andy in Internet e società, Libertà dell'informazione, tecnologia.add a comment
150 pagine di documenti in precedenza classificati e forniti a Wired a seguito di una richiesta basata sul Freedom Of Information Act (FOIA) statunitense, hanno reso pubblico il fatto che l’FBI si sia attrezzata per inoculare dello spyware nella macchina del cittadino della rete, per tracciare i suoi comportamenti ed a raccogliere prove.
La prima immagine che viene alla mente è quella di un team di super-esperti di sicurezza informatica in grado di inventare software talmente sofisticato da superare qualsiasi antivirus e da non essere identificato in alcun modo …
Ma da bravo avvocato del diavolo, mi piace sempre vedere le cose da da un punto di vista diverso …
Perché diventare matti a scrivere un software (trojan?) che deve riuscire ad eludere tutti gli antivirus e chissà quanti altri controlli, sostenendo costi assurdi?
Supponiamo che io sia il signor FBI, e che faccia una telefonata alla signora Microsoft, e le chieda di far avere la patch di sicurezza MS99-0123456 al PC con indirizzo MAC xx:xx:xx:xx:xx:xx …
Il proprietario si troverà negli aggiornamenti automatici anche un bel pezzettino di codice fatto su misura.
E questo pezzettino di codice non arriverà mai in mano a qualche curioso che abbia voglia di spacchettarlo per vedere cosa fa e a cosa serva: è destinato proprio a te, non a tutti …
E già che ci sono, quando il trojan non serve più, faccio un’altra telefonata alla signora Microsoft, e le chiedo di rilasciare una nuova patch per quell’indirizzo, patch che ha il solo scopo di disinstallare la precedente e farne sparire tutte le tracce …
Si torna insomma indietro, ai tempi di Carnivore, di quando fu dichiarato illegale in quanto contrario ai diritti incostituzionali, e di quando, per pura combinazione, nel 2001 la sentenza di smembramento della Microsoft a causa delle sue politiche anticoncorrenziali venne ribaltata in appello.
È vero che la matematica può essere un’opinione diversa dalla mia, e che non sempre 2+2 fa 4, ma qualche legittimo sospetto può venire …
Conseguenze della dottrina Sarkozy … mercoledì 25 febbraio 2009
Posted by andy in Futurologia, Internet e società, Libertà dell'informazione, privacy, tecnologia.Tags: diritto all'informazione, disconnessione, dottrina Sarkozy, incostituzionalità, privacy, segretezza della corrispondenza, violazione del copyright
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Oltre alla Francia, anche altri paesi stanno prendendo seriamente in considerazione la disconnessione da Internet degli utenti che si macchiassero del gravissimo reato di mettersi contro le major dell’audio e del video.
Non intendo in questa sede fare considerazioni sul merito di come sia attualmente gestito il copyright, dell’incostituzionalità di consentire agli ISP di arrogarsi il diritto di analizzare le comunicazioni degli utenti, e dell’incostituzionalità di consentire agli ISP di privare i cittandini del diritto all’informazione ed alla corrispondenza.
Mi interessa invece esaminare come una tale scelta possa rivelarsi per gli stati un’arma a doppio taglio.
Dato il fatto che tutto lo scambio delle comunicazioni si sta convertendo sempre più, ed in modo irreversibile, dal cartaceo / televisivo all’elettronico / digitale, se lo stato consente la disconnessione da Internet di un utente, deve anche strutturarsi per fargli pervenire in ogni caso quanto gli è dovuto: informazione, corrispondenza e comunicazioni.
Ciò significa mantenere in piedi servizi di corrispondenza cartacea, raccomandate, stampa e televisione di tipo ‘tradizionale’ (non veicolata attraverso Internet), sportelli tradizionali per presentare pratiche e ritirare certificati, ed accettarne i costi e le implicazioni.
Di fatto, per quei paesi sì incoscienti da fare una scelta tanto azzardata, le controindicazioni che ne deriverebbero potrebbero portarle presto a tornare sui propri passi.
Diritto allo studio lunedì 7 aprile 2008
Posted by andy in Libertà dell'informazione.1 comment so far
… è solo un’idea, naturalmente, ma consentirebbe di rispettare sia gli interessi degli editori che dei lettori.
Libertà dell’Informazione lunedì 7 aprile 2008
Posted by andy in Libertà dell'informazione.add a comment
Libertà dell’Informazione, e non libertà d’informazione.
Sono due concetti molto differenti.
Il secondo intende affermare che ciascun individuo ha diritto d’accesso alla Verità, e che la Verità non può e non deve essere nascosta o distorta per alcun motivo.
La libertà dell’informazione è invece un concetto che si fonda sulla considerazione che l’informazione, se nascosta, non è di per sé informazione; in caso contrario, una volta comunicata, non può più essere celata in alcun modo, e tenderà sempre più a diffondersi.